Sono a rischio i bambini delle donne vegane che intendono somministrare loro una dieta priva di proteine animali? Cosa ne pensate?
I figli delle mamme vegane sono davvero a rischio salute? I pediatri sono concordi nel ritenere che una dieta vegana è assai priva di vitamina B12 e ferro, elementi nutrizionali fondamentali per la crescita corretta dei bambini dopo lo svezzamento ai sei mesi.
Ricordiamo brevemente che i vegani adottano un regime alimentare privo di qualsiasi sostanza provenga dal mondo animale: latte, latticini, uova e pesce compresi. Le principali motivazioni che spingono i vegani ad adottare queste abitudini alimentari sono legate a motivi etici e a battaglie di protezione dei diritti degli animali.
Ma che succede se questi stessi principi sono scelti dai genitori per i figli appena nati? Può succedere ciò che è capitato recentemente in Francia a Louise Le Moaligou, una bambina di soli 11 mesi, morta per gravi problemi di malnutrizione: pesava soltanto 5,7 chilogrammi.
Per nutrire un bambino di età superiore ai sei mesi con una dieta anche solo vegetariana, bisogna avere mille riguardi. Molti ritengono sia possibile, ma sicuramente le mamme dovranno integrare la dieta dei propri figli con vitamine o proteine o altri elementi assenti dalle verdure o presenti ma in quantità modiche.
Un’alimentazione equilibrata è fondamentale per un bambino di sei mesi. Questo ha bisogno di molte più energie di quelle che necessitano ad un individuo adulto. Il fai da te in questo caso potrebbe essere considerato come un grave caso di negligenza da parte dei genitori. Consultate un dietista, un dietologo e un pediatra prima di iniziare a far assumere al vostro bambino una dieta vegana nutrendolo esclusivamente di vegetali.
Ciò che necessità ai bambini sono:
- amminoacidi e grassi per il corretto sviluppo del cervello;
- proteine per la crescita del corpo;
- carboidrati per ricavarne energia;
- mentre va regolata e tenuta sotto controllo l’assunzione di zuccheri.
Più di tutto c’è bisogno di un corretto bilanciamento tra tutti questi elementi. Se davvero si vuole ovviare a ciò che l’istinto ci prescrive di mangiare, allora è bene consultare personale medico competente che, al limite, prescriverà al vostro bambino una serie di integratori adatti.
Sempre meglio, comunque, non far passare ai figli le proprie convinzioni, ma cercare di educarli progressivamente una volta che avranno l’età per capire e prendere decisioni di loro spontanea volontà, o no?
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http://carlettis.com/
Su quali dati scientifici si basa questo articolo? L’unico riferimento citato è un caso tragico di malnutrizione che non ha niente a che vedere con una dieta vegana bilanciata.
Cito allora la posizione dell’American Dietetic Association (l’organizzazione statunitense dei professionisti dell’alimentazione e della nutrizione):
“È posizione dell’American Dietetic Association che le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie.”
http://www.adajournal.org/article/S0002-8223%2809%2900700-7/abstract
Nell’articolo non si criticano le diete vegane o vegetariane in se stesse, ma quelle somministrate a bambini appena nati. Fra le nostre fonti posso citare uno studio pubblicato lo scorso anno sul Journal of Nutrition and Dietetics. A sfavore di una dieta completamente vegana e priva di integratori vitaminici si sono pronunciati anche i pediatri australiani (http://www.bodyandsoul.com.au/parenting+pregnancy/kids+health/are+vegan+babies+at+riskr,12019).
Inoltre ritengo che una coppia che sia accusata dalla giustizia di uno Stato per negligenza per aver somministrato ai propri figli una dieta esclusivamente vegana valga più di qualsiasi dato scientifico o dichiarazione: lei ha davanti un caso, che sarà pure per fortuna limite, ma che la dice lunga, a mio parere sull’utilità di simili diete se, come detto, applicate ad un neonato senza un parere medico. Questo è quanto l’articolo voleva esprimere.
Se non vi è riuscito e se si è sentita offesa da alcuni contenuti presenti in esso mi scuso sinceramente.
http://carlettis.com/
Dici: “Nell’articolo non si criticano le diete vegane o vegetariane in se stesse, ma quelle somministrate a bambini appena nati.” (posso darti del tu, vero?)
Se leggi anche solo l’abstract del documento che ho linkato (qui la traduzione: http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/ADA_ital.htm) troverai che i nutrizionisti statunitensi dichiarano adeguate *in tutte le fasce d’età* le diete vegetariane e vegane ben pianificate. Anzi, queste diete “may provide health benefits”.
“Fra le nostre fonti posso citare uno studio pubblicato lo scorso anno sul Journal of Nutrition and Dietetics.”
Non hai un link? Detto così è un po’ vago.
“A sfavore di una dieta completamente vegana e priva di integratori vitaminici si sono pronunciati anche i pediatri australiani”
E certo, mi pronuncio anch’io, infatti le diete vegane bilanciate prevedono l’integrazione di vitamina B12 (ed eventualmente di altri nutrienti, se necessario, come potrebbe essere necessario per qualsiasi altra dieta, vedi ad esempio l’integrazione di ferro in certe gravidanze, etc.).
“Inoltre ritengo che una coppia che sia accusata dalla giustizia di uno Stato per negligenza per aver somministrato ai propri figli una dieta esclusivamente vegana valga più di qualsiasi dato scientifico o dichiarazione”
Invece per me vale di più la scienza dell’allarmismo basato su un caso di cronaca nera (peraltro nella pagina che hai successivamente citato leggo: “the death of Louise had nothing to do with her parents being vegan”).
È la vicenda, tristissima, di una bambina malnutrita che, ammalatasi gravemente, non è stata portata all’ospedale dai genitori ed è morta. Il fatto che questi genitori, evidentemente o poco sani di mente o terribilmente ignoranti, seguissero una dieta vegana non equilibrata non rende la dieta vegana rischiosa di per sé.
La famiglia in questione curava la bambina solo con metodi naturali. Se io scrivessi: “Ma che succede se questi stessi principi (curare con metodi naturali) sono scelti dai genitori per i figli appena nati? Può succedere ciò che è capitato recentemente in Francia a Louise Le Moaligou”… certo che può succedere, ma capisci la forzatura?
Scrivi: “I pediatri sono concordi nel ritenere che una dieta vegana è assai priva di vitamina B12 e ferro”.
Intanto non si può definire qualcosa “assai privo” (o è privo, o non lo è).
Poi quali pediatri? Puoi citare una fonte? Il ferro è presente eccome negli alimenti vegetali (e “L’incidenza dell’anemia da carenza di ferro tra i vegetariani è simile a quella verificata tra i non-vegetariani”, sempre secondo lo studio dei nutrizionisti americani, in riferimento a diete vegetariane e vegane).
Per la B12, le diete vegane ben pianificate utilizzano alimenti con aggiunta di B12 o integratori di B12. Non ne sono prive.
Ancora: “le mamme dovranno integrare la dieta dei propri figli con vitamine o proteine o altri elementi assenti dalle verdure” (!)
1) quanto alle proteine, al contrario le mamme dovrebbero stare attente a non darne troppe, altro che integrarle (vedi http://bit.ly/10regole, regola n. 3), e questo vale per vegani e onnivori
2) verdure? le diete vegane non sono basate solo su verdure ma anche su cereali, legumi, semi, frutta, frutta secca, olii
3) correttamente pianificata, una dieta vegana integrerà la B12 (assente nei vegetali). A quali “altri elementi” assenti ti riferisci?
“Per nutrire un bambino di età superiore ai sei mesi con una dieta anche solo vegetariana, bisogna avere mille riguardi.”
Giustissimo dire che ci vuole la consulenza di un pediatra esperto per pianificare correttamente un’alimentazione vegana, ma questo vale per tutti: quale mamma non chiede consulenza al suo pediatra al momento dello svezzamento? Le mamme vegane dovranno solo faticare di più all’inizio per trovare, appunto, un pediatra esperto in materia, per il resto non vedo perché dovrebbero avere più riguardi loro di una mamma onnivora.
“Consultate un dietista, un dietologo e un pediatra”
e un oculista, un cardiologo, e un carrozziere no? :-)
“Sempre meglio, comunque, non far passare ai figli le proprie convinzioni, ma cercare di educarli progressivamente una volta che avranno l’età per capire e prendere decisioni di loro spontanea volontà, o no?”
Sempre meglio, secondo me, cercare di dar loro l’impostazione alimentare che riteniamo più sana, finché non saranno in grado di decidere da soli se seguirla o meno.
Non ho nulla da eccepire sulle sue motivazioni e vedo che ha una salda convinzione. Chiaro che se crede può anche chiedere al suo oculista quale sia una nutrizione adeguata per un bambino, o al suo carrozziere. Il mio non saprebbe neppure dirmi cosa sia una dieta vegana :)
Resto però della mia opinione, cioè che un regime alimentare equilibrato (non con un eccesso di carne come lei suggeriva) debba comprendere anche alimenti di origine animale. Poi sa, gli studi sono fatti da pediatri, dietisti, esperti nutrizionisti credo.
L’istituto nazionale per la ricerca sugli alimenti e la nutrizioni nelle sue linee guida raccomanda una dieta il più possibile varia comprendente la carne (http://www.inran.it/657/Varia_spesso_le_tue_scelte_a_tavola.html);
Personalmente ritengo un eccesso l’eliminazione di ogni altro alimento animale dal regime alimentare sia di adulti che di bambini. Spero che nessuno confonda la mia opinione con l’opinione della scienza. Ritengo però che si debba tenere un comportamento il più possibile cauto quando si parla di salute dei bambini neonati, ossia un comportamento il più possibile privo di rischi. E in una dieta vegana i rischi di malnutrizione, e parliamo di rischio (potrebbe anche non verificarsi) sono dietro l’angolo Non tutti hanno la sua preparazione e si preoccupano di stabilire un regime alimentare controllato. Anche all’interno dello studio da lei citato si parla infatti di diete vegetariane “correttamente pianificate” (bisogna pianificarle!). Non penso che una persona con una preparazione non medica possa impostare da sé una dieta vegetariana (oppure sì?). Dire questo significa forse incentivare casi di malnutrizione come quelli della bambina francese (i genitori sono stati condannati, per inciso, con attenuanti http://picardie.france3.fr/info/peine-clemente-pour-les-epoux-le-moaligou-68113286.html).
Perfino studiosi americani sono concordi nel dire che non esistono ancora studi abbastanza approfonditi per determinare se l’alimentazione vegana sia o meno penalizzante nella crescita dei bambini (http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/ADA_children.html), pur se stabilisce che i bambini vegetariani e vegani sono un po’ meno sviluppati degli altri (pur rimanendo nei canoni consentiti dalla scienza:
“Uno Studio ha esaminato 404 bambini di età compresa tra i quattro mesi e i dieci anni, che vivevano in una comunità del Tennessee (10). La maggioranza dei bambini (73%) erano Vegani dalla nascita; molti (76%) regolarmente utilizzavano supplementi di Vitamine e Minerali. I valori medi di altezza per l’età, peso per l’età, e peso per l’altezza erano vicino al 50° percentile dei valori di riferimento del National Center for Health Statistics. Differenze significative nei valori di z-score dell’altezza per l’età per bambini Vegani e la popolazione di riferimento furono osservati solamente per le età di 5 anni e più giovani, in cui questi bambini tendevano ad essere lievemente più bassi della mediana della popolazione di riferimento (-0.24 centimetri per età al di sotto dell’anno, -2.01 cm per età tra 1 e 2 anni, -2.06 cm per età fra 3 e 4 anni). Lo z-score dell’altezza media per l’età dei bambini Vegani era nel range di normalità e non era indicativo di alcun arresto della crescita (11). Sebbene i pesi per l’età dei bambini Vegani fossero lievemente al di sotto di quelli della popolazione di riferimento (da -0.09 a -0.37 Kg per le età da 0 ad 8 anni), differenze significative dello z-score del peso per l’età furono osservati solamente nel periodo compreso tra i 9 ed i 10 anni, quando i bambini si trovavano al di sotto di 1.11 Kg rispetto alla popolazione di riferimento del National Center for Health Statistics.
Sanders (12) ha riportato che i bambini britannici Vegani di età compresa tra gli 1 e 18 anni avevano altezza, peso e circonferenza della testa e del torace che si collocavano all’interno dell’intervallo di normalità (tra il 3° ed il 97° percentile), quando confrontati con i valori di riferimento per i bambini britannici non vegetariani. I ragazzi tendevano ad essere lievemente più bassi e magri (al di sotto del 50° percentile circa della curva di crescita dei bambini britannici non vegetariani) mentre le ragazze tendevano ad essere lievemente più magre. Sviluppo insufficiente o mancanza di crescita vigorosa, comunemente definita come peso per età al di sotto del 3°(o 5°) percentile, non sono stati osservati nei bambini di questi Studi (2).
Il numero limitato di Ricerche appositamente disegnate per studiare la crescita, e l’assenza di Studi longitudinali sui bambini Vegani rende impossibile trarre conclusioni sulla crescita dei bambini Vegani nei Paesi sviluppati. Comunque una dieta Vegana basata su frutta, verdura e farine cereali può condurre a carenze energetiche dovute alla bassa densità calorica e all’eccessiva massa (13). Una dieta basata su prodotti derivati dalla soia ed altri legumi, noci e burro di noci, e cereali, è in grado di fornire fonti di energia più concentrate, e può sostenere una crescita ed uno sviluppo adeguati (14).”
leggermente sotto la norma, quindi. Lo studio d’altronde è un po’ datato e può essere che nel frattempo si sia arrivati a tutt’altra conclusione.
Comunque ancora mi sembra complicata e innaturale una dieta che abbia bisogno di integratori per poter avere l’apporto di tutti gli elementi nutrizionali. Questa comunque è una mia opinione. Critico questo tipo di dieta (la vegana) come critico quelle piene di grassi e proteine e sbilanciate dalla parte opposta. Per esempio non ho nulla in contrario per una dieta vegetariana che usi pesce, e derivati animali.
La ringrazio comunque per aver stimolato la discussione e per aver criticato l’articolo consentendo di avere aggiunte e opinioni altrettanto importanti.
“Resto però della mia opinione”…
Però, scusa, un conto è esprimere un’opinione, un altro presentare la cosa come informazione (“I pediatri sono concordi nel ritenere”, “Fra le nostre fonti posso citare”). Te lo chiedo ancora, puoi citare queste fonti, in particolare lo “studio pubblicato lo scorso anno sul Journal of Nutrition and Dietetics”?
Da una parte ci sei tu con la tua opinione, dalla parte opposta c’è la più grande associazione di nutrizionisti del mondo che analizza oltre 250 articoli della letteratura scientifica internazionale e conclude che le diete vegane sono salutari, anche per i bambini. Non ti viene un lieve dubbio?
Ti chiedo di correggere se non altro almeno il titolo che compare nell’HTML di questa pagina, che recita “Dieta vegana: le mamme stiano attente non è consigliata ai bambini appena nati”. O almeno aggiungi che non è consigliata *da te*, per motivi che non vuoi rivelare. :-)
“L’istituto nazionale per la ricerca sugli alimenti e la nutrizioni nelle sue linee guida raccomanda una dieta il più possibile varia comprendente la carne”
Sì, perché le linee guida dell’INRAN si riferiscono a una dieta di tipo mediterraneo, non si occupano di diete diverse, che siano vegane, per celiaci o d’altro tipo. In nessun punto del documento però troverai scritto che per essere sani è necessario consumare carne o altri prodotti animali.
Il principio della varietà resta valido ed è seguito anche nelle diete vegane equilibrate.
“E in una dieta vegana i rischi di malnutrizione, e parliamo di rischio (potrebbe anche non verificarsi) sono dietro l’angolo”
Quante mamme vegane conosci per fare queste affermazioni? Quelle che vedo io sono informatissime, e spesso aiutate da fior di nutrizionisti, mentre le mamme “tradizionali” prendono lo schemino (unico per tutti i bimbi) del pediatra (che di norma non è di certo esperto in nutrizione) e lo applicano pedissequamente ai loro. Danno parmigiano tutti i giorni perché “fa solo bene”. Hanno bambini che per questo e altri errori rifiutano le verdure (questa è una mia opinione, lo specifico). Chi è che rischia di più? Se un bambino vegano rischia carenze nutrizionali (col fai da te), un onnivoro (sempre col fai da te) rischia malattie nell’età adulta che possono essere *incurabili* e *mortali*.
“Anche all’interno dello studio da lei citato si parla infatti di diete vegetariane “correttamente pianificate” (bisogna pianificarle!).”
E che c’è di male a pianificare? Non sarebbe anzi il caso di pianificare un po’ meglio anche le diete non vegetariane? I pediatri italiani cominciano a rendersene conto, mi pare, come mostra il decalogo antiobesità che ho citato.
“Comunque ancora mi sembra complicata e innaturale una dieta che abbia bisogno di integratori per poter avere l’apporto di tutti gli elementi nutrizionali.”
Capisco che ti sembri innaturale, ma considera che la vitamina B12 è sintetizzata da microorganismi che si trovano ad esempio su verdure non lavate, o nelle feci. Quelle potrebbero essere le fonti “naturali” per l’uomo, come lo sono per altri primati, ma le condizioni di vita attuali ce le precludono. A questo punto, trovi naturale ricavare la B12 da animali allevati in condizioni artificiali, che come noi non hanno modo di ottenere la B12 da fonti naturali e quindi la ricevono sotto forma di integratore?
Infine, riguardo alla crescita dei bambini, ci sono molti aspetti da considerare.
Ammesso (ma non è dimostrato) che i bambini vegani crescano a ritmi diversi di quelli onnivori (e non “meno sviluppati” come scrivi tu), non è detto che questo sia indice di uno stato di salute peggiore.
Infatti, tu sai quale sia il modello ideale di crescita? diverse ricerche hanno evidenziato che statura e peso sono inversamente proporzionali alla longevità.
E poi, un esempio: i bambini allattati al seno crescono secondo pattern diversi rispetto ai bambini allattati artificialmente, e aumentano meno di peso dopo i primi mesi, ma non per questo dobbiamo dedurre che sia preferibile il latte artificiale.
In ogni caso gli studi andrebbero analizzati bene, per capire se si riferiscono a bambini con una dieta molto limitata, o se le curve di crescita prese in esame sono quelle create su un campione di bambini statunitensi prevalentemente alimentati con latte artificiale (come credo), etc..
Io non ho la competenza per farlo, e quindi mi fido di quello che leggo nel testo che citi poco dopo: “Lo z-score dell’altezza media per l’età dei bambini Vegani era nel range di normalità e *non era indicativo di alcun arresto della crescita*”.
Forse ti ha messo in allarme questa frase: “Comunque una dieta Vegana basata su *frutta, verdura e farine cereali* può condurre a carenze energetiche dovute alla bassa densità calorica e all’eccessiva massa (13).” Ma se la rileggi vedrai che si riferisce a una dieta molto restrittiva, non ad una dieta vegana “normale” che comprende anche legumi, frutta secca a guscio, semi, olii.
Salve, potrebbe citare le fonti? questo tipo di informazione è nociva…la invito a documentarsi bene prima di scrivere un articolo sull’alimentazione vegan
Qualunque dieta non costituita da latte materno per un bambino di 6 mesi è una forzatura, e lo è anche per i 6 mesi successivi… Quanto alle proteine animali (non materne…) ormai i pediatri sono concordi che è meglio introdurle il più tardi possibile. Mi diverte molto poi come si parli di bambini Vegani proprio come se venissero da un altro pianeta… mah…
Le fonti le può leggere nella serie di commenti sopra il suo. L’articolo comunque consiglia ampiamente di rivolgersi ad esperti. Nello scrivere l’articolo ci siamo ampiamente documentati. Il post era teso a criticare soprattutto quelle persone che sconsideratamente decidono di iniziare una dieta vegana e di impartirla ai propri figli neonati senza cognizione di causa. Senza per esempio sapere del bisogno di integratori. Negli scorsi giorni sono stati fatti a questo post molte critiche. Ritengo che il dibattito nato fatto di citazioni e contro-citazioni sia ampiamente riuscito ad esaurire entrambe le posizioni (chi è pro e chi è contro). Un post non è fatto solo delle parole composte dall’articolista ma di tutte le interazione degli internauti. Chi capiti su questa pagina dovrebbe almeno avere la bontà di leggere tutto prima di fare la sua critica. D’altronde le critiche sono ben accette perché permettono di completare la preparazione di un articolista che per quanto alta non potrà mai essere del tutto completa.
Concludo dicendo che io non ho nulla contro le diete vegane, e che anzi, pur sostenendo quella mediterranea, critico quelle diete che fanno un uso eccessivo di carne. Ritengo però che quando si parla di neonati il rischio sia maggiore. Il mio era comunque un parere. Mi è stato chiesto di modificare il titolo per non indurre in errore i lettori. Ritengo però che il dibattito suscitato dall’articolo e la documentazione proposta da me e dagli internauti sia sufficiente per chiarire le idee a chiunque (certo per tutti quelli che leggono).
Complimenti per l’articolo!! :) un pò di buon senso!! Sono perfettamente d’accordo: i bambini vegani sono come i bambini obesi cresciuti a pane e fast food: malnutriti e con genitori irresponsabili!!
Leggendo i commenti offensivi contro l’articolista fa notare quanto certa gente sia estremista…
Denutrire i bambini, sottoporli ad assurde diete senza avere cognizioni scientifiche è un crimine ed è la dimostrazione di quanto poco molti genitori amino i loro figli!
Maddalena, fatti rinchiudere assieme ai tuoi amici bastardi mangiainsalata, che non fanno altro che maltrattare e uccidere i propri figli! Vergogna!
Povera creatura, il tuo post esemplifica il livello di intelligenza di molte persone che suffragano un tipo di alimentazione non vegana senza alcuna conoscenza in merito…
dissento fortemente anch’io, mamma vegana per scelta salutistica, veterinaria con competenze in materia di nutrizione animale e sicurezza alimentare (e con la passione per il tema dell’alimentazione umana, che studio per conto mio). proprio in quanto conosco bene i derivati animali ho deciso di evitare di darli a mio figlio, quindi ho fatto il salto vegan proprio in occasione del suo arrivo.
nella vita tutti quanti operiamo delle scelte sulla base delle nostre conoscenze, ciascuna madre (o padre) fa del suo meglio per proteggere il suo bambino.
l’alimentazione vegana, così come la pratichiamo da questa parte del globo, è un’alimentazione completa per nutrienti, questo è oramai stato appurato e non esistono argomentazioni o studi in grado di dimostrare il contrario, con l’eccezione della controversa questione della b12 (che resta controversa in quanto non ci sono studi adeguati di popolazione sui vegani e in quanto risulta carente anche nella popolazione onnivora con un’incidenza solo di poco inferiore ai veg).
solitamente chi fa questa scelta è bene informat* sui fabbisogni nutrizionali e le caratteristiche nutritive degli alimenti. i vegani in italia ormai non rappresentano più un fenomeno limitato, siamo circa 500.000 italiani in rapida crescita: abbiamo molti medici, soprattutto oncologi, che sostengono un’alimentazione vegana, ma anche pediatri (linko in fondo)…
dal momento che sono vertiginosamente aumentati i casi di diabete, malattie cardiovascolari e cancro nelle persone giovani (sempre più giovani), che sono state riscontrate strie ateromatose in bambini molto piccoli, e dato che sono ascritti ai derivati animali molti degli elementi che giocano ruoli chiave nell’insorgenza di tali patologie, l’alimentazione vegana è superiore nel prevenire praticamente tutte le patologie moderne. come risulta dal documendo ADA segnalato da Maddalena, che non è uno studio isolato ma una posizione comune di un organismo “non veg” che ha l’ultima parola in fatto di nutrizione negli USA (e noi non siamo di un’altra razza, credo)
insomma l’articolo di cui sopra è decisamente un’opinione di una persona che non ha le competenze specifiche per difenderla, posta come un dato condiviso dalla comunità dei nutrizionisti.
per esempio il discorso del ferro… una dieta vegana mediamente ne contiene il doppio di quella onnivora, basta consultare un qualsiasi database alimentare per appurarlo (http://www.valori-alimenti.com/cerca/ferro.php)
è vero che con i latticini (perchè sono loro gli alimenti animali che spingono la innaturale crescita dei bambini, in quanto destinati ad animali, i vitelli, che devono aumentare di centinaia di kg in mesi) i bambini diventanno più alti, ma è anche vero che tra gli stessi fattori che lo fanno crescere c’è l’IGF-1, che è tra quelli che si trovano aumentati nei malati di cancro. motivo per il quale il latte è stato definito da Umberto Veronesi, un cancerogeno e la caseina dal Dr Colin Campbell, responsabile della ricerca epidemiologica sull’alimentazione più grande della storia, il più importante cancerogeno ed è sconsigliato dal Dr Berrino, punto di riferimento per la medicina predittiva.
Senza contare che la storia del latte come fonte di calcio è stata smentita oramai da qualche anno.
Inoltre proprio il bambino appena nato, a causa di una capacità digestiva ancora limitata, risulta maggiormente esposto ai danni di una cattiva digestione delle carni (che sviluppano, durante il loro lento transito intestinale alcaloidi cadaverici, putrefano per intenderci, e contengono, se cotte, un noto cancerogeno che si chiama aldeide malonica), ai danni della caseina (contenuta in quantità 10 volte superiore a quella materna) che si incolla alle pareti stimolando la produzione di istamina e quindi producendo uno stato di infiammazione con produzione di muco.
non è un caso che ci sia ormai accordo sul non consigliare i latticini prima dei dodici mesi, non è un caso che diete salutistiche non veg, come il metodo Kousmine, introduca la carne verso i 3 anni o non prima dell’eruzione dei canini.
potrei continuare… ma vi lascio a uno mattina, invitando alla riflessione prima di lanciare accuse a chi fa scelte non condivise dalla maggioranza, senza conoscerle adeguatamente. http://www.youtube.com/watch?v=vycXZqQCwSY
Ma, alla fine, l’autrice dell’articolo non riesce proprio a fornire questa famosa (e unica) sua fonte, lo “studio pubblicato lo scorso anno sul Journal of Nutrition and Dietetics”?